
Così cantavano i The Darkness in uno dei loro brani più famosi e allo stesso modo ci sta sembrando la faccenda e le vicissitudini che stanno riguardando il Siracusa nel corso degli ultimi giorni. A dire la verità la canzone originale parlava anche di un ritorno dall’inferno, ritorno dagli inferi come quello promesso da Alessandro Ricci dapprima con un comunicato sulla pagina ufficiale della società e ribadito con ancora più forza nel corso dell’intervista di ieri rilasciata all’eroico Giulio Perotti per Siracusa News.
𝗠𝗮 𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗿à 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶? 𝗔𝗱 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à, 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗮𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗲, 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗮𝗶 𝗿𝗲𝗺𝗼𝘁𝗮.
Si può partire da un primo punto fondamentale, che ci rimanda inevitabilmente all’intervista rilasciata ieri: 𝗺𝗮 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗶, 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁à, 𝗳𝗮𝗿à 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁à? 𝗧𝗿𝗮𝗻𝗾𝘂𝗶𝗹𝗹𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮 𝗧𝘂𝗿𝗮𝘁𝗶.
E’ chiaro che da come sta operando, dalle risposte date e dalle informazioni fin qui raccolte tutto faccia propendere per un sì. E se così fosse la domanda che tutti ci poniamo è: con quale coraggio? Con quale coraggio un personaggio, ormai possiamo dirlo, detestato dall’intera tifoseria possa pensare di appianare la situazione e proseguire il proprio percorso da dirigente calcistico in azzurro? E soprattutto, chi o quali tifosi, sarebbero pronti a supportare il Siracusa in quel caso? Senza contare tutta una serie di ulteriori passaggi fondamentali ancora non affrontati.
Nel corso degli ultimi giorni, infatti, abbiamo visto l’entrata in scena anche di una nuova figura, quella di Demetrio Sartiano, chi è Demetrio Sartiano? Che ruolo ha nella vicenda? E’ un mediatore come da lui dichiarato? Per conto di chi?
𝗣𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗶 𝘀𝗶 𝗯𝗮𝘀𝗮 𝘀𝘂 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲: 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗗. E qua nasce un altro problema, su cui tutta la vicenda si regge: i fondi per saldare tutti gli emolumenti e contributi della stagione passata fino al 30 di Maggio dove sono? Prima non avevamo una lira o come dichiarato dallo stesso Ricci “Non c’era la serenità giusta per operare”, e adesso? Cosa è successo nel frattempo? Ha ritrovato la serenità con un percorso benessere in qualche SPA in giro per il mondo?
𝗠𝗮 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗼 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗶, 𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗶, 𝗹𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀ì 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗹𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗰𝗵é 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶, 𝘁𝗶𝗳𝗼𝘀𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 (𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲𝗶) 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝟯 𝗺𝗲𝘀𝗶? Anzi, al contrario, ha la faccia tosta di puntare il dito contro l’attacco mediatico subito da giornali e tifosi e considerarlo causa dei suoi insuccessi. Qua c’è chiaramente qualcosa che non va ci perdoni.
La sensazione che emerge da certe vicende, ed è chiara a tutta la tifoseria, è che certi personaggi abbiano una pessima considerazione dell’intelligenza dei cittadini siracusani. Questa è l’unica spiegazione che riusciamo a darci.
𝗠𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à, 𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗹𝗮 𝘁𝗶𝗳𝗼𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮, 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗴𝗶𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝗰𝗶ò 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼. Troppo spesso si è permesso di giocare sull’amore, o come oggi accade ancora, sulla disperazione di una piazza che non ha bisogno di altre prese in giro, ha bisogno solo di ritrovare dignità, identità e appartenenza, elementi che qualcuno voleva riportare e ha terminato per distruggere, non permettiamo che ciò avvenga definitivamente.
𝗡𝗼𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗶 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗲𝗺𝗼.
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